GTA 4 è entrato nel Guinness dei Primati ben due volte, conseguendo il record di copie vendute e ricavi ottenuti nel primo giorno di commercializzazione; l’hype montato durante la fase di realizzazione è stato ulteriormente nutrito con le ormai consuete ingerenze riguardanti la censura che accompagnano le release dei titoli Rockstar Games.
La mitizzazione del titolo non coincide però con la sua reale cifra qualitativa: l’opera può, infatti, essere letta attraverso due differenti chiavi interpretative.

Niko Bellic: positive and negative

Per chi si accosta a Grand Theft Auto per la prima volta, Liberty City si presenta come lo scintillante campo d’azione di un’esperienza lunga e variegata, con tutto quello che il free roaming battezzato dalla saga comporta. Per chi invece ha masticato il brand fin dalle sue prime incarnazioni a 32 bit, dall’indimenticata visuale di gioco a volo d’uccello, passando per Tommy Vercetti fino alle tre città di CJ, questo capitolo non rappresenta l’ulteriore gradino evolutivo che era lecito aspettarsi.

Se il comparto narrativo presenta caratterizzazioni e scelte diegetiche accurate sebbene già usate dalla serie, la reiterazione si trasforma in abuso per quanto concerne l’offerta ludica. GTA 4 si annoda sulla riproposizione ennesima di una sequenza di missioni ripetitive già nelle prime battute, in quanto speculari a quanto già si è giocato dal 2001 in poi. Il terzo capitolo della saga offriva – lui sì – un decisivo upgrade ludico rispetto al passato con la messa in tre dimensioni di un’area urbana liberamente esplorabile.
Questo quarto capitolo si orienta verso due fronti differenti della next gen: un design cittadino graficamente curatissimo e l’implementazione di un’offerta ludica online molto nutrita. Per quanto riguarda il lavoro visuale siamo di fronte a un risultato qualitativamente sontuoso: passeggiare in giro per la città infonde al titolo quel valore cultuale di cui riferisce Benjamin quando rapporta il valore artistico di un’opera d’arte al suo hinc et nunc; uno spaccato della metropoli al tramonto, un panorama notturno osservato dal tetto di un grattacielo, la desolazione di una periferia industrializzata sono solo alcuni dei possibili paesaggi che – nella loro raffinatezza – si cospargono di quell’aura contemplativa che, in una guisa differente, ha determinato il valore artistico di un titolo come Shadow of the Colossus.
Le numerose possibilità di competizione e cooperazione online sono altresì gustose al primo assaggio quanto purtroppo insipide a lungo andare: soffrono degli stessi malanni di cui è afflitto il gameplay che adesso andremo a discutere, i quali ne vanificano velleità tattiche/strategiche.

GTA WANTED

Non ancora nei limiti quantitativi purtroppo inaccettabili considerando l’hardware (città spesso deserta, ancora eccessiva penuria di veicoli contemporaneamente a schermo, incomprensibile passo indietro rispetto ai precedenti capitoli in quanto a varietà di vetture), non ancora negli inspiegabili downgrade rispetto a San Andreas (meno missioni alternative, assenza di customizzazione del personaggio), dove GTA 4 tradisce le speranze è nella sua componente puramente ludica: il medium videoludico si presenta come ipertesto sincretico che non può esulare dalla sua indigena natura interattiva ed è appunto nell’ambito dell’interazione che il gioco è zoppicante. Il modello di guida appare vagamente più severo, ma è rimasto purtroppo quasi invariato, con la sua tensione verso l’arcade e la storica leggerezza cartonata dei veicoli.
Discorso analogo per il sistema di battaglia che vanta qualche limata mutuata dall’invasione di shooter che ha accusato il mercato (leggi: la possibilità di accovacciarsi dietro un muro o un’auto), ma che si conferma tristemente grezzo. Lo stesso level design delle varie missioni è pensato in funzione di una spropositata quantità di nemici da abbattere piuttosto che sulla loro qualità: la difficoltà è nel numero di manichini mitraglianti da affrontare, ma sempre di manichini si tratta, la cui IA sfocia squallidamente nel ridicolo.
La sinergia che le differenti possibilità ludiche vanno a creare si manifesta in una sequenza di quasi cento missioni che un neofita di GTA, come detto in apertura, si gusterà con piacere – seppur già annusando una ripetitività di fondo sul percorso – mentre un veterano della saga avrà seri problemi a giungere al gran finale. Lo schema già abusato dalla serie “raggiungi il punto A – scorta il personaggio al punto B – inseguimento e/o sparatoria – annulla il sospetto della polizia – riporta il personaggio al punto A” è applicabile all’80% delle missioni di gioco, disarmando presto il giocatore dell’entusiasmo e della voglia di andare avanti, tra l’altro con un’aggravante: buona parte degli inseguimenti sono scriptati (è impossibile fermare o uccidere il bersaglio prima che arrivi a destinazione e scenda dal veicolo).
Era possibile fare meglio? Con l’hardware a disposizione, certamente, ma GTA 4 è ormai tra noi e si incastra nell’offerta ludica attuale come uno dei prodotti di maggior risalto, in perfetta linea con la tendenza attuale: next-gen interpretata dagli sviluppatori ancora una volta come more of the same in alta definizione.


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2 commenti per “GTA 4: le due facce di Grand Theft Auto”

  1. R.A.M.Page ha detto:

    E benvenuto al nuovo arrivato bonsetter!
    Decisamente d’accordo con il tuo punto di vista sull’ultimo capitolo della saga: si avverte troppo il riciclo del collaudato gameplay e la ripetitività delle missioni.
    Una grafica migliore (non più di tanto data la potenza delle macchine) non è abbastanza per accontentare chi ha provato le innovazioni del San Andreas..possiamo anche prenderlo come un inizio di una nuova era GTA, considerando il tempo necessario al “porting” sulle nuove tecnologie, ma spero al più presto di poter vedere un salto degno di nota (tipo quelli in questo video :) ).
    Next generation non vuol dire evoluzione nel concetto e ancor meno nel gameplay: soprattutto nelle prime fasi le nuove possibilità sono più un ostacolo all’innovazione che un aiuto..basta pensare a quello che ha fatto una PS2 nei primi tempi e quello che ha tirato fuori nemmeno troppo tempo fa, c’è una generazione di differenza!

  2. negji ha detto:

    gta 4 fa letteralmente SCHIFO! la storia e breve e priva di azione ma soprattutto… se uno cade di testa dalla moto non si dovrebbe spezzare l’ osso del collo …mha speriamo che per il futuro possano prendere in considerazione questi\o dettaglio …ciao e buon divertimento…=)

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