Atari 2600: classici moderni

scritto da R.A.M.Page il 19th September, 2008

Atari 2600 classici moderniTante, troppe volte abbiamo fantasticato su come potrebbero risultare oggi vecchie glorie degli anni 80 e 90, rivisitate in chiave moderna; a differenza è raro pensare all’impatto che avrebbero avuto i concept dei videogiochi moderni se fossero usciti all’epoca dei classici Atari 2600, Colecovision e Intellivision.

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Ghostbusters the videogame nuova immagine

Per qualche strana alchimia i videogiochi della licenza Ghostbusters, dal 1984 ad oggi, hanno sempre avuto una sorta di potente carisma nei confronti dei videogiocatori e fino ad adesso tutti i titoli dedicati agli acchiappafantasmi, dal Commodore 64 al Master system, sono sempre rimasti nella storia.
Il successo del film di Ivan Reitman è stato talmente epico da crearne un’icona inconfondibile anche per un vasto mondo come quello dei videogames e fino alla fine degli anni 80 il loro gemellaggio funzionò alla grande.
Sta di fatto che un titolo sui Ghostbusters ormai era da tempo che non si vedeva più e la notizia che la Sierra stia producendo un gioco su di loro non può che essere esplosiva; il progetto è in cantiere da diverso tempo e sembrerebbe che i ragazzi del team Terminal reality vogliano fare le cose davvero in grande.

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7 minuti di storia..

scritto da R.A.M.Page il 14th January, 2008

Sopra le note dell’immortale One Winged Angel del sempre epico Final Fantasy 7 si esibiscono in questa esaustiva carrellata le macchine dei sogni di sempre.
Si parte con Odissey e Computer Space, sconosciuti ai più, passando tutte le ere videoludiche e i vari 8, 16, 32 bit, per giungere alle console dell’attuale generazione.

Un viaggio tra i ricordi, semplice ma emozionante.


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aliens- fantascienza-regina

Come tutti noi immaginiamo, la nascita dei videogiochi alla fine degli anni 70 ha creato uno sconvolgimento nelle concezioni di divertimento conosciute fino a quel periodo ed ha aperto una nuova ipotetica possibilità di business nel mondo.
Oggi viviamo in un’epoca dove questo business è stato confermato ma in quel tempo è giusto pensare che potevano esserci delle perplessità in tal senso, dato che si parlava di qualcosa del tutto inesplorato e sconosciuto.
Col tempo, come era logico pensare, per favorire la vendita del videogame, si pensò di realizzare titoli ispirati a famosi film dell’epoca che ancora oggi sono considerati epopee del cinema.
Uno dei massimi esponenti è sicuramente Alien di Ridley Scott (1979) che, insieme ai seguiti venuti successivamente, ha creato una saga tutt’ora in possibilità di continuo.

Questa enorme permanenza di Alien negli anni, ha permesso un gemellaggio col videogioco davvero interessante che possiamo cominciare a vedere con questo gioco del primissimo film, per Commodore 64, realizzato dalla Argus Software nel 1984.
alien-gioco-commodore-fantascienza
alien-fantascienza-gioco-commodore

Concordo con voi se sostenete che questo titolo non rappresenti uno degli ultimi gridi del C64 ma è sicuramente uno dei giochi che mette in mostra i primi esperimenti ” cine-videoluduci ” dell’epoca.
Provate a pensare cosa provavano i videogiocatori di quel periodo quando vedevano la locandina di Alien sulla custodia di un gioco (parliamo dei primi anni 80).

Nel 1985 James Cameron decide di realizzare per la Twenty Century Fox il seguito di Alien,che, a differenza del suo predecessore, mostra più elementi “action” che claustrofobici e, ciliegina sulla torta, invece di inserire un “2″ come su tutti i seguiti, opziona per una bella “S” plurale… ed ecco che nasce: Aliens.

Nel frattempo (1985) il Commodore 64 cominciava a sfornare titoli tecnicamente più complessi, grazie ad una maggior confidenza acquisita dagli sviluppatori nel tempo, e conversioni accettabili di coin-op come Double dragon, Altered beast, Golden axe e Shinobi non avrebbero tardato tanto a mostrarsi nel corso dei 4 anni successivi.
Sta di fatto che l’arrivo di Aliens al cinema, spronò, nel 1986, la Activision, al tempo rinomata casa sviluppatrice (oggi un pò meno) a creare un gioco ispirato al film di Cameron, per Commodore 64.

aliens-commodore-videogioco

commodore-aliens-fantascienza

Comunque la vera fortuna di Aliens (in campo videoludico) è stata la grossa popolarità che avevano raggiunto i coin-op in quel periodo.
Se inizialmente vedevamo i primi cabinati solo all’interno dei bar, ora i coin-op erano tutti radunati all’interno di sale giochi concepite appositamente, mostrando giochi dallo sviluppo sempre più avanzato.
Non poteva di certo mancare un gioco su Aliens…..e la KONAMI lo sapeva bene.
Tra le varie fila di coin-op all’interno delle sale, un bel giorno del 1989 sbucò uno degli sparatutto a scorrimento più caratteristici, rimasto ancora oggi nella storia.

Quanto tempo ho passato con questo coin-op non me lo ricordo..ma era tanto!

Dall’uscita di Aliens ai primi anni 90, ci furono diverse novità per il videogioco da casa e se inizialmente la SEGA e la NINTENDO erano solo case sviluppatrici, nella seconda metà degli anni 80 emersero con due prodotti hardware, concepiti solo per i videogame, facendo risorgere le cosidette “console” che si erano già viste in passato con macchine come l’ATARI 2600 o il COLECO VISION.
Suddette console erano il SEGA Master System e il NES (Nintendo Entertainment System) che, insieme al Commodore 64, accompagnarono la cosidetta generazione dei “paninari”.
La prima metà degli anni 90 rappresentò la generazione successiva ed il videogioco da “casa” cominciava a minacciare seriamente le sale giochi.
Nacquero il SEGA MEGADRIVE ed il SUPER NINTENDO che mostrarono una tecnologia molto simile ai coin-op da sala (il cosiddetto passaggio da 8 a 16 bit) e cominciarono a creare, in un certo senso, l’universo videoludico che tutt’ora ci circonda (senza considerare il Commodore AMIGA e l’Atari ST che primi fra tutti diedero dimostrazione della tecnologia a 16 bit).
Quelle stesse software house che creavano capolavori per le sale, ora creavano prodotti anche migliori per le console, dando così inizio al business che oggi tutti noi conosciamo.

Nel frattempo (1992), il regista David Fincher decide di continuare la saga di Alien e di abbandonare l’azione nata sul secondo film a favore della claustrofobia vista sul primo.
I protagonisti del film, tra cui (ancora una volta) Eleen Ripley, si ritrovano a dover affrontare un unico Alien, partorito da un cane, senza alcuna arma e intrappolati all’interno di una prigione.

Che la generazione dei 16 bit sfruttasse la licenza di Alien 3, era abbastanza scontato, ma la quantità di titoli ispirati a questo film fu davvero spropositata, considerando che non si trattava di conversioni, ma di giochi ben diversi tra loro.

Questa versione di Alien 3 per Amiga fu sviluppata dalla Virgin e, per quanto privo di pretese, mostrava un gameplay accettabile.

alien_gioco_amiga

alien_gioco_amiga

Osservando Alien 3 per Megadrive, sembra quasi che il titolo per Amiga fosse una conversione del suddetto ma in realta si differenziavano in molti elementi.

alien_sega_megadrive

La versione per Super Nintendo, sviluppata dalla ACCLAIM, era quella che possedeva un gameplay superiore ma allo stesso tempo metteva in mostra un livello di difficoltà stremante.
Osservate quanti alieni attaccano la povera Ripley.


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Splatterhouse: insert coin

Si trattava dell’ ormai remoto Aprile del 1990, e i coin-op in sala giochi dominavano da tempo il nostro mondo quando improvvisamente da una software house molto lontana, chiamata Namco, arrivò una creatura mostruosa che sconvolse il concetto dell’ horror nel mondo videoludico.
Tale creatura si chiamava: Splatterhouse.

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Il tappetino, o meglio il dancemat, è la famosa periferica per saltare a tempo di musica calpestando i tasti al momento giusto, un ottimo metodo per perdere i chili in eccesso e probabilmente il miglior modo per interagire con un rhythm game..sì, anche più della chitarra di Guitar Hero, mi spiace ammetterlo.
Il bemani (diminuitivo di beatmania, il nome con cui viene denominato dagli aficionados questo sport) ormai è diventato una costante nelle sale giochi che si rispettino e ha conquistato migliaia di fan nel mondo che non potendo vivere delle poche musiche che la Konami, la produttrice del marchio Dance Dance Revolution (meglio conosciuto come DDR), tira fuori ogni anno con le sue compilation, hanno cominciato a prodursele da soli, scrivendone i passi e componendone spesso anche la musica per poi caricare le tracce sul programma StepMania.

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HERO TONMA IS BACK!!

scritto da CyberWYX il 25th September, 2007

Legend of Hero Tonma

Ahh, ogni tanto la Virtual Console del Wii ci offre delle vere perle del passato come il divertentissimo Legend of hero Tonma, sconosciuto alla massa e particolarmente ai più giovani.
Ricordo con malinconia i pomeriggi passati in sala giochi con questo classico della Irem, fine anni 80, attendendo che si sfoltisse la fila di fronte a Street Fighter 2 :).

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