
Come tutti noi immaginiamo, la nascita dei videogiochi alla fine degli anni 70 ha creato uno sconvolgimento nelle concezioni di divertimento conosciute fino a quel periodo ed ha aperto una nuova ipotetica possibilità di business nel mondo.
Oggi viviamo in un’epoca dove questo business è stato confermato ma in quel tempo è giusto pensare che potevano esserci delle perplessità in tal senso, dato che si parlava di qualcosa del tutto inesplorato e sconosciuto.
Col tempo, come era logico pensare, per favorire la vendita del videogame, si pensò di realizzare titoli ispirati a famosi film dell’epoca che ancora oggi sono considerati epopee del cinema.
Uno dei massimi esponenti è sicuramente Alien di Ridley Scott (1979) che, insieme ai seguiti venuti successivamente, ha creato una saga tutt’ora in possibilità di continuo.
Questa enorme permanenza di Alien negli anni, ha permesso un gemellaggio col videogioco davvero interessante che possiamo cominciare a vedere con questo gioco del primissimo film, per Commodore 64, realizzato dalla Argus Software nel 1984.


Concordo con voi se sostenete che questo titolo non rappresenti uno degli ultimi gridi del C64 ma è sicuramente uno dei giochi che mette in mostra i primi esperimenti ” cine-videoluduci ” dell’epoca.
Provate a pensare cosa provavano i videogiocatori di quel periodo quando vedevano la locandina di Alien sulla custodia di un gioco (parliamo dei primi anni 80).
Nel 1985 James Cameron decide di realizzare per la Twenty Century Fox il seguito di Alien,che, a differenza del suo predecessore, mostra più elementi “action” che claustrofobici e, ciliegina sulla torta, invece di inserire un “2″ come su tutti i seguiti, opziona per una bella “S” plurale… ed ecco che nasce: Aliens.
Nel frattempo (1985) il Commodore 64 cominciava a sfornare titoli tecnicamente più complessi, grazie ad una maggior confidenza acquisita dagli sviluppatori nel tempo, e conversioni accettabili di coin-op come Double dragon, Altered beast, Golden axe e Shinobi non avrebbero tardato tanto a mostrarsi nel corso dei 4 anni successivi.
Sta di fatto che l’arrivo di Aliens al cinema, spronò, nel 1986, la Activision, al tempo rinomata casa sviluppatrice (oggi un pò meno) a creare un gioco ispirato al film di Cameron, per Commodore 64.


Comunque la vera fortuna di Aliens (in campo videoludico) è stata la grossa popolarità che avevano raggiunto i coin-op in quel periodo.
Se inizialmente vedevamo i primi cabinati solo all’interno dei bar, ora i coin-op erano tutti radunati all’interno di sale giochi concepite appositamente, mostrando giochi dallo sviluppo sempre più avanzato.
Non poteva di certo mancare un gioco su Aliens…..e la KONAMI lo sapeva bene.
Tra le varie fila di coin-op all’interno delle sale, un bel giorno del 1989 sbucò uno degli sparatutto a scorrimento più caratteristici, rimasto ancora oggi nella storia.
Quanto tempo ho passato con questo coin-op non me lo ricordo..ma era tanto!
Dall’uscita di Aliens ai primi anni 90, ci furono diverse novità per il videogioco da casa e se inizialmente la SEGA e la NINTENDO erano solo case sviluppatrici, nella seconda metà degli anni 80 emersero con due prodotti hardware, concepiti solo per i videogame, facendo risorgere le cosidette “console” che si erano già viste in passato con macchine come l’ATARI 2600 o il COLECO VISION.
Suddette console erano il SEGA Master System e il NES (Nintendo Entertainment System) che, insieme al Commodore 64, accompagnarono la cosidetta generazione dei “paninari”.
La prima metà degli anni 90 rappresentò la generazione successiva ed il videogioco da “casa” cominciava a minacciare seriamente le sale giochi.
Nacquero il SEGA MEGADRIVE ed il SUPER NINTENDO che mostrarono una tecnologia molto simile ai coin-op da sala (il cosiddetto passaggio da 8 a 16 bit) e cominciarono a creare, in un certo senso, l’universo videoludico che tutt’ora ci circonda (senza considerare il Commodore AMIGA e l’Atari ST che primi fra tutti diedero dimostrazione della tecnologia a 16 bit).
Quelle stesse software house che creavano capolavori per le sale, ora creavano prodotti anche migliori per le console, dando così inizio al business che oggi tutti noi conosciamo.
Nel frattempo (1992), il regista David Fincher decide di continuare la saga di Alien e di abbandonare l’azione nata sul secondo film a favore della claustrofobia vista sul primo.
I protagonisti del film, tra cui (ancora una volta) Eleen Ripley, si ritrovano a dover affrontare un unico Alien, partorito da un cane, senza alcuna arma e intrappolati all’interno di una prigione.
Che la generazione dei 16 bit sfruttasse la licenza di Alien 3, era abbastanza scontato, ma la quantità di titoli ispirati a questo film fu davvero spropositata, considerando che non si trattava di conversioni, ma di giochi ben diversi tra loro.
Questa versione di Alien 3 per Amiga fu sviluppata dalla Virgin e, per quanto privo di pretese, mostrava un gameplay accettabile.


Osservando Alien 3 per Megadrive, sembra quasi che il titolo per Amiga fosse una conversione del suddetto ma in realta si differenziavano in molti elementi.

La versione per Super Nintendo, sviluppata dalla ACCLAIM, era quella che possedeva un gameplay superiore ma allo stesso tempo metteva in mostra un livello di difficoltà stremante.
Osservate quanti alieni attaccano la povera Ripley.
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